La Mezzadria (da un termine di latino tardo che indica "colui che divide a metà" è un contratto agrario d'associazione con il quale un proprietario di terreni - chiamato concedente - e un coltivatore (mezzadro), si dividono, tipicamente a metà,  i prodotti e gli utili di un'azienda agricola (podere). La direzione dell'azienda spetta al concedente. Nel contratto di mezzadria, il mezzadro rappresenta anche la sua famiglia - detta famiglia colonica) è un sistema di produzione che ha caratterizzato, per oltre sette secoli, l’agricoltura di gran parte del centro Italia, e della Toscana in particolare, ed è terminato negli ultimi decenni del Novecento grazie all’evoluzione industriale.


La storia della mezzadria in Toscana, risale all’Alto medioevo, durante il quale i feudatari proprietari delle terre circostanti i loro castelli decisero di affidarle ai loro servi, perché le lavorassero dividendo spese e ricavati con il  feudatario.

 

Nasce così il lavoro del contadino o del mezzadro, particolarmente diffuso in tutta la Toscana, soprattutto nelle zone al di fuori delle maggiori vie di comunicazione fluviali, stradali e ferroviarie che invece, per ragioni  logistiche, hanno dato il via allo sviluppo di scambi commerciali in senso moderno ed alla nascita di altri mestieri.

 

L’agricoltura del mezzadro era organizzata  in modo che al contadino non rimanesse tempo per oziare poiché tutta la giornata era scandita dal lavoro.

 

In antichità la casa del contadino era situata direttamente nel podere o al margine di esso ed era ricavata da ex case padronali o antichi monasteri, a volte con le mura fatte di sola terra, fino a quando a partire dal XVII i mezzadri iniziarono a costruire le case coloniche caratterizzate da spazi più confortevoli.

 

Nella casa del mezzadro vivevano i membri di tre o addirittura quattro generazioni familiari: i nonni, i figli e i nipoti. Tutta la famiglia partecipava al lavoro con compiti e mansioni diverse ma tutti orientati ad ottenere la maggior resa possibile della terra.

 

L’interesse che entrambe le parti - il feudatario poi padrone ed il contadino - avevano per la coltivazione della terra spinse alla valorizzazione anche del più piccolo appezzamento agricolo,  diversificando le produzioni. Spesso i vigneti erano alternati ad oliveti, gli alberi di castagno ai noci, i gelsi ai meli e il grano al farro.

 

Nasce da qui  l’ampia e variegata produzione di prodotti agricoli della Toscana. Ancora oggi, infatti i prodotti del territorio sono la testimonianza di una antica tradizione che vedeva accanto a distese di vigneti, olivete con alberi centenari.

 

Questo sistema di lavorazione del territorio è durato fino alla metà del 1900, condizionando il livello sociale della famiglia del mezzadro ed il paesaggio agrario della Toscana che ancora oggi possiamo ammirare. Una campagna punteggiata da ville, fattorie, case coloniche – molte delle quali trasformate in strutture ricettive - ma anche da filari di cipressi utilizzati originariamente per segnare i confine e che oggi rendono unico il paesaggio della Toscana.

 

La mezzadria quale originario ed antico metodo di lavorazione della terra è stata la base per lo sviluppo dell’agricoltura della Toscana che continua ancora ad oggi ad essere una delle eccellenze di questa terra.

 

Dai prodotti più semplici alle sperimentazioni del gusto e della ricerca derivano i prodotti tipici di questo territorio che possono essere scoperti ed assaporati nei piatti preparati secondo le antiche ricette e con gli ingredienti di una volta, proprio come facevano le massaie.

Bandiere e stemmi della Toscana dall’avvento dei Medici in poi